Whistleblower: più protezione

Il rafforzamento della protezione degli informatori è importante sia per tutelare chi segnala sia per aiutare le imprese a meglio affrontare gli atti illeciti e contrari all’etica.
Lo sottolinea il Comitato Economico e Sociale Europeo nel parere inviato nei giorni scorsi alla Commissione europea.
Il CESE dopo aver invitato la Commissione a rivedere la base giuridica dell’attuale direttiva per includervi anche i diritti dei lavoratori, facendo riferimento all’articolo 153 del Trattato UE, si compiace del fatto che alcune imprese abbiano già introdotto procedure volte a proteggere gli informatori e che 10 Stati su 28 dispongano già di un quadro normativo generale per la protezione degli informatori.
Obiettivo della proposta di modifica all’attuale legislazione europea in materia di protezione degli informatori che agiscono nel pubblico interesse (sia nel settore delle aziende private che di quelle pubbliche) è quello di stabilire un insieme di norme minime comuni volte a proteggere contro le ritorsioni nei confronti del whistleblower che segnali violazioni del diritto dell’Unione Europea in materia di appalti pubblici, Servizi finanziari, Riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, Sicurezza dei prodotti, Sicurezza dei trasporti, Tutela dell’ambiente, Sicurezza nucleare, Sicurezza degli alimenti e dei mangimi, Salute e benessere degli animali, Salute pubblica, Protezione dei consumatori, Tutela della vita privata e dei dati personali e sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, concorrenza e normativa fiscale.
Nel suo parere il CESE, per quanto riguarda l’istituzione di canali di segnalazione interna,  raccomanda che i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali siano attivamente coinvolti nella progettazione e attuazione di tali canali.
L’informatore deve potersi mettere in contatto coi rappresentanti sindacali ed essere da loro rappresentato in qualsiasi fase della procedura di segnalazione. E proprio i sindacati, auspica il CESE; dovrebbero svolgere un ruolo essenziale nel fornire consigli e protezione.
Fondamentale è per il CESE prevedere campagne di sensibilizzazione a livello europeo e nazionale, in particolare destinate ai giovani, per modificare il modo in cui i whistleblower vengono percepiti.
La nuova normativa dovrebbe poi prevedere il divieto di ritorsioni dirette o indirette nei confronti degli informatori e stabilire le misure che i singoli Stati saranno tenuti ad adottare per assicurarne la protezione. 
Contribuirà a rendere effettiva la protezione dell’informatore la previsione di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive: queste dovranno, da un lato, scoraggiare le azioni volte a ostacolare le segnalazioni, gli atti di ritorsione e i procedimenti vessatori nei confronti delle persone segnalanti e le violazioni dell’obbligo di riservatezza sulla loro identità e dall’altro l’invio di segnalazioni dolose e infondate.


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